About

About me

Self-portrait, 2015

I’m a freelance Italian artist who has always conducted his research in a responsible and coherent way, beyond numbers and performances. I’ve a professional knowledge both in the professional mechanical field and in the liberal and speculative one. I’ve gain a personal artistic language in many years of experimentations, that I daily keep and try to refine and develop in a functional approach to the poetics that I need and I want to express.

I believe in the self-respect of the people and I think that there is everywhere a little of light and a little of shadow.

 

Manifesto

Poetiche e intenti alla base delle mie realizzazioni

 



MASSIMILIANO CORSI

VISUAL ARTIST

Sono un artista italiano freelance che da sempre porta avanti la propria ricerca in maniera seria e coerente, al di là dei numeri e delle prestazioni; ho una preparazione seria sia in ambito meccanico professionale che in quello liberale e speculativo e in tanti anni di sperimentazioni ho maturato un mio linguaggio artistico che porto avanti e cerco quotidianamente di raffinare e far crescere, in maniera funzionale alle poetiche che ho bisogno e voglia di esprimere.

Credo nella dignità delle persone e credo che ovunque ci sia un po' di luce e un po' d'ombra.


My creations put themselves in the dialectic between nature and artifice, real and virtual; they examine the disorientation of the modern man before the worldly reality, the misunderstanding that the modern technological means cause and the strategies connected to them, between what is considered “nature” and “artifice”. Man is more and more leads to live a different, virtual reality and also the relationships with people go through that artificial world that distances from the real and genuine one.

 

In the Renaissance, with the Neoplatonism, the dialectic between natura naturans and nature forced to artifice, submitted and shaped by art, expression of the intellect, resurfaces; the garden in the Italian style with its boxwood flowerbeds geometrically organized becomes an intellectual play between geometrical, pure and ideal shape, and the plant instead becomes element belonging to the world of the matter, inserting itself in the platonic juxtaposition between the world of ideas and material world, where the idea falls with alchemy in the matter and it’s embodied in it. In this intellectual vision however the two elements that contrast are both given and sure. The man instead in the today’s era tries to replace to the natura naturans a falsified and artificial nature; therefore the terms of dialectic change, not more force the true nature to the will of the intellect, but to replace it to create another virtual world, in the real one image, but that can be infinitely modeled, a world in which the man has the levers of the power that allow him to change the real facts as much as he likes and to his advantage, at the expense of a multi-purpose perception of the world, so that an unambiguous and undeniable point of view can be dictated, imposing on the real fact an arbitrary and perceptual totalitarianism.

 

Visual arts have always historically been powerful and seductive instruments; these last in the past age carried out the task to show a functional reality at the service of the most influential social groups and directed to justify their power. An image, we say, is worth more than on thousand worlds, because between telling and showing there’s difference; the picture immediately shows a situation, a fact and it puts it in front of the eyes as it is; the story on the contrary creates mental images that can fascinate and persuade, but it’s inside a more indirect perceptual process, mediated from our mind, our education, our past and it doesn’t have the disarming sense of the picture.

 

It’s this perceptual move produced by the arbitrary reinvention of the real and natural fact that my creations examine and try to explore fully, this disorientation produced for example by the picture of a city that seems a city, but with a deeper analysis we are not able to recognize the typical elements of the architectures, of the streets, or at least they are juxtaposed in a rather contradictory way, they’re disconnected between them, they don’t correspond to the universal laws of the physics, although to other abstract and arbitrary laws. Physical and relevant to the reality elements however persist, as the light, the sun, a shape, a tree; pieces and fragments of reality, of natura naturans pass unscathed trough this deforming grill. The abstraction from the truth is therefore not complete, even if sometimes it’s near. The aspect, the taste of the object of the study is given without passing by the object itself, but it’s suggested through chromatic accords, visual rhythms, composed sketches that try to recreate the poetic sense of the seeing and to transmit it to who watches, representing a boned and tormented reality, but in which one the poetry persist. Poetry doesn’t disappear but it distinguishes itself as integral part of the reality, as a fundamental and strong immanence, as inextinguishable element from any human intervention.

 

M.C.

 

Le mie realizzazioni si pongono nella dialettica tra natura e artificio, reale e virtuale; indagano il disorientamento dell’uomo moderno di fronte alla realtà mondana, al fraintendimento che ingenerano i moderni mezzi tecnologici e le strategie ad essi connesse tra ciò che è ‘natura’ e ciò che è ‘artificio’; l’uomo sempre più è portato a vivere in una realtà altra, virtuale e anche i rapporti con le persone passano per quel mondo artificiale che allontana da quello reale e naturale.

 

Nel rinascimento, con il neoplatonismo, riemerge la dialettica tra natura naturans e natura invece piegata dall’artificio, sottomessa e modellata dall’arte, espressione dell’intelletto; il giardino all’italiana con le sue aiuole di bosso geometricamente disposte si pone in un gioco intellettuale tra forma geometrica, pura e ideale, e la pianta invece elemento appartenente al mondo della materia andando così ad inserirsi nella contrapposizione platonica tra mondo delle idee e mondo materiale, dove l’idea precipita alchemicamente nella materia e si incarna in essa. In questa visione intellettuale, tuttavia, i due elementi che si contrappongono sono entrambi elementi dati, certi; nell’epoca odierna invece l’uomo cerca di sostituire alla natura naturans una natura manipolata, artificiale; dunque i termini della dialettica cambiano, non più piegare la natura vera al volere dell’intelletto, ma sostituirla per creare un mondo altro, virtuale, ad immagine si di quello reale, ma infinitamente manipolabile, un mondo in cui l’uomo ha le leve del potere che gli consentono di cambiare il dato reale a proprio piacimento e a proprio vantaggio a spese di una polivalente percezione del mondo e potendo così imporre un punto di vista univoco e apodittico, imponendo sul dato reale un totalitarismo percettivo e arbitrario.

 

Le arti visive sono sempre state, storicamente, potenti strumenti seduttivi; nelle epoche passate, queste al servizio dei gruppi sociali più influenti della società, svolgono il compito di mostrare una realtà funzionale a tali gruppi influenti e finalizzata a legittimarne il potere; un’immagine, si dice, vale più di mille parole, perché una cosa è raccontare e una cosa è mostrare; l’immagine mostra im - mediatamente una situazione, un fatto, lo pone davanti agli occhi così com’è; il racconto invece suscita immagini mentali che possono si affascinare e convincere, ma si pone all’interno di un processo percettivo più mediato, mediato dalla nostra mente, dalla nostra istruzione, dal nostro vissuto e non possiede il senso disarmante dell’immagine.

 

E’ questo disassamento percettivo prodotto dalla reinvenzione arbitraria del dato reale, naturale che le mie realizzazioni indagano e cercano di sviscerare, questo disorientamento prodotto per esempio dall’immagine di una città che sembra una città, ma ad un’analisi più profonda non vi si ravvisano gli elementi propri delle architetture, delle strade, o quantomeno questi sono giustapposti in maniera alquanto incongruente, dissociati tra di loro, non rispondenti alle universali leggi della fisica, bensì a leggi altre, astratte e arbitrarie. Persistono, tuttavia, elementi fisici e aderenti al dato reale, come la luce, il sole, una forma, un albero; passano indenni attraverso questa griglia deformante stralci e brani di realtà, di natura naturans, l’astrazione dal reale, dunque, non è totale, anche se a volte vi si avvicina; l’aspetto, il sapore dell’oggetto di indagine è reso senza passare dall’oggetto stesso, ma suggerendolo attraverso accordi cromatici, ritmi visuali, schemi compositivi che cercano di ricreare il senso poetico del vedere e di trasmetterlo a chi guarda, rappresentando una realtà disossata e straziata, ma nella quale la poesia persiste, non viene meno bensì si caratterizza come parte integrante di questa, come un’immanenza irrinunciabile e inestirpabile, come elemento inestinguibile da qualsivoglia intervento umano.

 

M.C.

Titoli di studio:

  • Maturità d'arte applicata conseguita presso l'Istituto d'arte di Sesto Fiorentino
  • Laurea in lettere indirizzo storico-artistico conseguita presso l'Università degli studi di Firenze

 

 

 

Mostre:

 

  • 1985 Mostra collettiva alla biblioteca pubblica di Sesto Fiorentino
  • 1985 Performance presso la galleria Studio d’arte “il Moro” a Firenze in via del Moro 50/r
  • 1988 Partecipazione al Premio internazionale Pescetti (2° premio)
  • 1988 Esposizione alla galleria “La Soffitta” di Sesto Fiorentino con altri 2 pittori
  • 2009 Esposizione alla galleria "La Soffitta" di Sesto Fiorentino con altri 2 pittori
  • 2012 Selezionato tra i primi 120 al premio Arte di Cairo editore, con pubblicazione dell'opera sulla rivista Arte di settembre 2012
  •  
  • Partecipazione a varie mostre collettive in ambito locale
  • 2016 - Mostra personale al Florence Dance Center a Firenze nell'ambito della rassegna "Etoile Toy" dal titolo "Essere e non essere", il mito del labirinto tra figurazione e astrattismo
  • 2017 Presente nel CAM 52 (Catalogo di Arte Moderna) edito da Cairo Editore

 

Educational qualifications:

 

  • School-leaving certificate confirmed by the School of Art in Sesto Fiorentino
  • Bachelor’s degree in Literature, specializing in historical-artistic confirmed by the University of Florence

 

 

Major Exhibits:

 

  • 1985 Collective exhibit at the public library in Sesto Fiorentino
  • 1985 Performance at the art gallery and study “Il Moro” in Florence (number 50/r Via del Moro)
  • 1988 Participation at the Pescetti International Prize (2° place)
  • 1988 Exposition at the gallery “La Soffitta” in Sesto Fiorentino with two others painters
  • 2009 Exposition at the gallery “La Soffitta” in Sesto Fiorentino with two others painters
  • 2012 Selected amongst the first 120 at the prize “Arte di Cairo editore” with publication of the work on the art magazine of September, 2012
  • Participation to several collective exhibits in local area
  • 2016 - One man exposition at Florence Dance Center in Florence, in the review "Etoile toy" titled "To be and not to be"
  • 2017 Added in the CAM 52 (Catalog of Modern Art)

 

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